Cos’è il PVC o Polivinilcloruro

Il PVC o Polivinilcloruro, noto anche come cloruro di polivinile, è un polimero termoplastico che si ammorbidisce all’aumentare della temperatura e si solidifica a causa del raffreddamento, mantenendo le peculiarità iniziali anche se un eccessivo stress termico può determinarne un degrado chimico e renderlo inutilizzabile.

La sua peculiarità termoplastica permette la giunzione del nastro trasportatore fornendo calore (lo stesso anche per il PU e Poliolefine).

Il PVC resiste a basse temperature, a seconda del produttore: -5 °C, -10 °C, fino a 80 °C.

La resistenza del PVC a sostanze chimiche dipende dal tipo e dalla quantità di plastificante utilizzato. In generale è resistente all’acqua, alle soluzioni acquose di sali neutri, agli acidi e alle basi inorganiche e ai detergenti; è moderatamente resistente agli oli minerali, all’olio lubrificante, all’olio d’oliva, all’olio di girasole e all’olio di mais, nonché alla benzina e agli idrocarburi.

Per quanto riguarda l’utilizzo del PVC nel settore alimentare, per il trasporto di vari prodotti viene normalmente scelto uno speciale composto di PVC. Oggi sul mercato sono disponibili PVC approvati FDA, ma non tutti sono resistenti agli oli e grassi; esistono nastri trasportatori in PVC con caratteristiche di auto estinguenza che seguono le normative DIN ISO AFNOR.

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